Nuovo nato nella cantina di Faenza: è il “Morosé”, spumante brut da uve Centesimino.
La proposta è sicuramente di quelle “osé”. Ma i Poderi Morini è un’azienda cui la ricerca della qualità nei suoi vini ha sempre viaggiato di pari passo con la ricerca di un qualcosa di nuovo. Ecco allora che nelle cantine dell’azienda di Faenza è nato un nuovo vino: il “Morosé”, spumante brut rosè. Un nome coniato mixando il nome Morini con la tipologia del vino, il rosé, per l’appunto. Ma anche un gioco di parole fra il nome dell’azienda e la voglia di proposte originali, se si vuole, anche un po’ osé. Osé e quindi audace, perché alla base di questo vino - che non mancherà di ammaliare gli estimatori delle bollicine, con un occhio di riguardo soprattutto al pubblico femminile – c’è un vitigno autoctono: il Savignon Rosso, o Centesimino come lo si chiama in questo spicchio di Romagna, che per la prima volta in assoluto viene spumantizzato.
Tecnicamente il Morosé si ottiene lasciando brevemente il mosto a contatto con le bucce per poi proseguire con la vinificazione in bianco. La spumantizzazione avviene con il metodo Charmat che conferisce al vino un perlage fine e persistente. Di colore rosa cerasuolo, al naso è intenso con sentori di fragoline di bosco, ribes e rosa selvatica. Al palato è secco con note fruttate piacevolmente acidule. Perfetto come aperitivo, si può gustare ad una temperatura di 10-12°C a tutto pasto.
E’ dal 2001 che Poderi Morini produce vini a base di Centesimino. Prima del Morosé, infatti, hanno preso vita: la riserva “Traicolli”, il passito “Rubacuori”, “Ilsavignone” che, come consigliato dal grande Luigi Veronelli, non effettua maturazione in legni, ed è del 2005 il vino rosato “Rosa d’Autunno”.
E’ stato il profumo intenso di quest’uva, presente solamente sulle colline attorno a Faenza, ad interessare e incuriosire Alessandro, titolare dell’Azienda Morini, inducendolo così alla ricerca ed alla sperimentazione sui possibili metodi di lavorazione. La riscoperta del “ Savignôn Rosso”, nome dialettale di questo vitigno, è merito di un certo Pietro Pianori detto “Centesimino” e risale agli anni ‘40, ma l’origine delle marze usate per il primo vigneto è tuttora sconosciuta. L’analisi del DNA condotta dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige ha permesso di constatare la mancanza di affinità del Centesimino con altri vitigni coltivati in Italia o con il Sauvignon Rosso Francese. Il 22 dicembre 2003 il Centesimino è stato iscritto nell’Albo Nazionale dei Vitigni da vino.
“Con questo vitigno nella nostra Azienda sono coltivati circa quattro ettari e l’obbiettivo è giungere a sei ettari nel prossimo futuro – spiega Alessandro Morini -. I vigneti sono situati in zona collinare fra Faenza e Forlì su di un terreno prevalentemente argilloso. Gli impianti sono allevati a doppio Guyot. I primi due ettari sono stati abbattuti e sono state utilizzate le marze per reinnestarle su vecchie viti con una densità di 1.700/1.800 piante per ettaro ed una resa di circa 40 quintali; dei rimanenti, circa un ettaro è stato piantato nel 2001 e uno nel 2003 con una densità di 4.000/5.000 viti ed una resa di circa 60/70 quintali per ettaro. La cura delle coltivazione è affidata alla direzione dell’agronomo Luciano Lusa, che con oculatezza e competenza decide i metodi di potatura e di diradamento, cercando di limitare al massimo i trattamenti antiparassitari seguendo i parametri della lotta integrata nel pieno rispetto della natura. Il nostro enologo, Sergio Ragazzini, ha accettato con entusiasmo la sfida propostagli collaborando nella ricerca e nella sperimentazione che da sempre ci caratterizza”.
Anche il Morosé, come per alcuni altri vini dell’Azienda Morini, è stata scelta un’etichetta d’autore realizzata dall’artista faentino Gianfranco Morini, detto “Il Moro”.
Link correlati:
www.poderimorini.com
3 gennaio 2008
Un vino “osé” per i Poderi Morini
Etichette: enologia, gastronomia, morosè, poderi morini, spumante, vino
Francesco De Gregori e Irene Grandi a Pordenone

Due grandi concerti fuori abbonamento segneranno i primi due mesi del 2008 nel Teatro Verdi di Pordenone, che ancora una volta si apre alla musica leggera e sfodera due nomi sicuramente amatissimi dal grande pubblico.
In esclusiva regionale, infatti, in collaborazione con Virus Concerti, il teatro pordenonese ospiterà uno dei più grandi cantautori italiani, Francesco De Gregori, in programma il 13 febbraio alle 20.45 e una delle cantanti italiane più amate, che stanno vivendo un momento artistico particolarmente felice, Irene Grandi, il cui concerto è in programma il 15 gennaio, sempre alle 20.45.
Francesco De Gregori ha avviato il 23 novembre nel prestigioso Teatro Malibran di Venezia il tour teatrale che si prolungherà fino a primavera toccando più di 50 città italiane. E lo stesso giorno è uscito nei negozi e in rete “Left & Right”, un nuovo cd live registrato in estate, al quale era accluso come bonus un contributo visivo contenente scene di back-stage, versioni inedite e una lunga intervista.
Con De Gregori sul palco suoneranno i musicisti che da alcuni anni lo affiancano sia nelle performance live che nelle registrazioni discografiche: Stefano Parenti alla batteria, Alessandro Arianti alle tastiere, Alessandro Valle pedal steel guitar e chitarra, Lucio Bardi e Paolo Giovenchi alle chitarre e naturalmente Guido Guglielminetti, storico capobanda, al basso.
Anche Irene Grandi è appena partita per un nuovo tour, in una versione inedita: la cantante toscana dalla voce affascinante e profonda lascia infatti la veste rock che più la caratterizza per proporre una versione intima e unplugged dei suoi più grandi successi, in uno spettacolo che porterà nei teatri delle principali città della penisola.
Sul palco Irene sarà accompagnata dalla sua band, Alex “Class” Po al basso, Massimo “Maxi” Gallesi al piano e organo, Massimo “Max” Po alla batteria, Gabriele “Lele” Leonardi alle chitarre, e quattro archi. Il tour teatrale segue un’intensa estate di concerti e performance, tra cui la partecipazione all’ultima edizione del Festivalbar (che quest’anno le ha conferito il Premio Radio 2007), e a poche settimane dalla pubblicazione del nuovo singolo, “Sono Come Tu Mi Vuoi”; il brano, secondo singolo estratto da “Irene Grandi Hits”, è una cover di Mina del 1966, e segue il fortunatissimo singolo di debutto “Bruci La Città”, indiscusso successo dell’estate.
Già da oggi si possono acquistare i biglietti per entrambi i concerti (per De Gregori costano dai 25 euro della terza galleria ai 40 euro di platea e 45 le poltronissime, più diritti di prevendita: per Irene Grandi dai 13 euro della terza galleria ai 25 della platea e 28 euro le poltronissime, più i diritti di prevendita; per entrambi strapuntini a 8 euro ) o in prevendita nella biglietteria del Teatro di viale
Martelli aperta dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19, o attraverso il sito www.comunalegiuseppeverdi.it, o con Greenticket telefonando all’899-500055 o su www.ticketone.it.
E a chi li acquisterà per farne un dono natalizio, saranno venduti in una bella confezione regalo
Info: www.comunalegiuseppeverdi.it e 0434 247624
Etichette: concerto, francesco de gregori, irene grandi, Musica
2 gennaio 2008
WWF in azione: in libertà l'ultima tartaruga dell'anno

Un'altra tartaruga marina, della specie Caretta Caretta, è stata rimessa in libertà nelle acque di Gioia Tauro. Recuperata anche una poiana ferita.
A conclusione di un anno che ha visto il WWF Calabria ancora una volta impegnato su tutti i fronti della tutela della Natura, un’altra Tartaruga marina della specie Caretta Caretta è stata rimessa in libertà, grazie alla ormai collaudata collaborazione tra il Corpo delle Capitanerie di Porto e la stessa associazione ambientalista.
Ma il WWF rivolge un plauso anche a quei pescatori di Gioia Tauro che, ritrovandosi l’esemplare nel sacco della rete, preoccupati per le conseguenze che la cattura accidentale avrebbe potuto arrecare all’animale protetto, hanno subito avvisato la Guardia Costiera gioiese che, a sua volta ha allertato il Veterinario di turno dell’ASL di Palmi, Domenico Lugara e lo stesso WWF.
Dopo il trasporto del rettile marino presso la Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, la tartaruga è stata tenuta in osservazione per diverse ore in una delle vasche sempre pronte per questi casi di emergenza e nella mattina del 29, d’accordo con il responsabile del Progetto Tartarughe del WWF in Calabria, il Comandante Domenico Andrea Napoli disponeva il rilascio in mare dell’esemplare mediante l’impiego della Motovedetta CP 808 al comando del Maresciallo Vito Milidoni.
Durante la permanenza in vasca la tartaruga aveva infatti reagito bene, dando segni di vitalità e di buone condizioni di salute, per cui, nonostante il freddo e il forte vento di levante che hanno reso difficoltosa tutta l’operazione, l'animale (un robusto esemplare di 61 cm di carapace, pesante una quarantina di chili), dopo essere stata marcata con due targhette di riconoscimento, è stata rilasciata a circa due miglia al largo, immergendosi subito tra la soddisfazione generale di quanti, tra Guardia Costiera e WWF, avevano reso possibile questo piccolo segno di amore verso il mare: niente di meglio per farsi gli auguri di fine anno.
Infine l’ultima domenica del 2007 ha visto impegnato il WWF nel recupero di una Poiana ferita, che era stata rinvenuta in un agrumeto da Domenico Russo e Francesco Librandi e da questi subito consegnata ai Carabinieri di Vibo Marina. Grazie all’ennesimo intervento del WWF il rapace protetto sarà ricoverato presso il Centro di Recupero della Provincia di Catanzaro.
Etichette: Ambiente, animali, Animalismo, tartarughe, WWF
1 gennaio 2008
In Romagna tra la natura alla Sarzola
La Sarzola è l’esclusivo agriturismo situato nel cuore dell’oasi faunistica di Magliano, tra i comuni di Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro.
Qui si riscoprono le bellezze naturali dell’entroterra romagnolo, i sapori e i costumi della tradizione profondamente radicata, attraverso i percorsi eno-gastronomici organizzati dall’agriturismo.
On line, la Sarzola ha appena proposto gli ultimi last minute abbordabili per la stagione invernale. Anche nelle stagioni fredde, è possibile vivere la cultura romagnola appieno, con il birdwatching, le lezioni di cucina tipica fatte da veri professionisti, le visite a monumenti, cascine, luoghi di assoluto fascino storico e culturale.
L’oasi faunistica di Magliano è costituita prevalentemente da terreni agricoli e da ex zone di cava, caratterizzate da numerosi laghetti artificiali. Questi ambienti, ai lati del fiume Ronco, sono stati colonizzati da piante e animali tipici delle zone umide, che ne hanno determinato l’interesse naturalistico. Nelle anse del fiume si sono sviluppati boschi fluviali anche di grandi dimensioni che, associati a radure, ghiaioni, pareti sabbiose e zone umide, creano ambienti ecotonali di grande valenza faunistica.
Sono disponibili sentieri naturalistici , osservatori e mangiatoie su fondo sabbioso per il rilevamento delle imponte, realizzati per soddisfare le esigenze di birdwatchers e visitatori.
Non solo cucina e natura, ma anche scuola di lingua all’agriturismo la Sarzola. In collaborazione con la Scuola Palazzo Malvisi, si organizzano corsi di lingua italiana per stranieri tutto l’anno, in un luogo indimenticabile, suggestivo, che regala il meglio della nostra Italia.
Link correlati:
Sarzola
Etichette: agriturismo, magliano, romagna, sarzola, Turismo
Fiorella Bologna alla galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio
Dal 12 gennaio al 9 febbraio 2008, presso la galleria Mercurio Arte Contemporanea in corso Garibaldi 116 a Viareggio, è allestita “Rêverie”, mostra della pittrice Fiorella Bologna, organizzata con il patrocinio della Fondazione Carnevale di Viareggio.
Nata a Castelnuovo Magra (Sp) nel 1956, l’artista vive e lavora a Ortonovo. Ha all’attivo un nutrito curriculum espositivo, con numerose personali e collettive sia in Italia che all’estero. Nella galleria diretta da Gianni Costa, viene presentata la più recente produzione di tecniche miste su tela e su tavola: dipinti in cui si combinano memorie infantili e leggerezze oniriche, caratterizzati da elaborate sfumature e suggestive variazioni tonali. Il titolo della mostra - ‘rêverie’ in francese significa: abbandono fantastico - indica uno stato mentale simile al sogno, che ben si collega all’universo creativo dell’artista, nel quale reminiscenze quasi arcaiche si mescolano a ricordi personali, amalgamati in una soffusa atmosfera sentimentale.
La mostra, patrocinata anche dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Viareggio, è corredata di catalogo con testo critico di Matteo Sara. Rimane aperta dal martedì al sabato, in orario 17 – 19.30.
Link correlati:
www.mercurioviareggio.com/bologna.htm
Etichette: arte, esposizioni, fiorella bologna, mercurio arte contemporanea
28 dicembre 2007
Mele e pere con frutta secca

Ingredienti:
- Mele
- Pere
- Nocciole e mandorle prive della pellicina e spezzettate; pinoli
- Miele
- Rum (facoltativo)
- Cannella in polvere o intera
Preparazione:
- Scegliere delle mele e delle pere che abbiano una buccia senza macchie; lavarle bene e togliere il torsolo con l'apposito strumento.
- Mescolate in parti uguali la frutta secca e riempite il vuoto ottenuto eliminando il torsolo.
- Adagiate i frutti in un tegame da forno in cui avrete versato un dito di acqua fredda.
- Sopra la frutta secca versate un cucchiaino di miele e lasciate scorrere all'interno in modo che ricopra la frutta secca.
- Spolverate leggermente (non troppo) con la cannella. Se state usando la cannella intera adagiatene una stecca nel tegame.
- Se lo gradite aggiungete un cucchiano di rum (indicativamente un cucchiaino per ogni frutto, ma più frutti si cuocono contemporaneamente più si deve ridurre il rum in proporzione).
- Mettete in forno preriscaldato a 160°C per 30 minuti (la durata varia secondo le dimensioni della frutta).
- Servite aggiungendo in ogni piatto un po' del liquido di cottura.
27 dicembre 2007
Il rischio non è un mestiere, una mostra a Firenze

La mostra offre ai visitatori, un percorso per immagini, delineato grazie ad una ricerca iconografica svolta per l’occasione, che testimonia l’evoluzione e il cambiamento delle condizioni di lavoro in relazione al tema della sicurezza e della salute dei lavoratori nell’arco di quasi due secoli.
Le fotografie degli Archivi Alinari permettono di inquadrare il tema della sicurezza del lavoro all’interno del contesto in cui storicamente si colloca, nel quadro del processo che porta l’Italia a divenire, da paese sostanzialmente agricolo e industrialmente arretrato, una delle maggiori nazioni industrializzate, con la necessità quindi di recuperare tutta una serie di ritardi che trovano espressione anche sul piano della sicurezza del lavoro.
I richiami della cronaca al ripetersi ancor oggi troppo frequente di gravi infortuni e di morti sul lavoro richiedono una seria riflessione sul fenomeno, sulle sue dimensioni, caratteri, e quindi sui mezzi per controllarlo meglio e sempre di più. È recente l’approvazione in Parlamento del Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il disegno di legge elaborato dal Ministero del Lavoro insieme al dicastero della Salute, che prevede, tra l’altro, pene più severe per chi non rispetta le norme di sicurezza, premi alle aziende virtuose, trecento nuovi ispettori per combattere la piaga dello sfruttamento del lavoro nero.
In questo contesto, la mostra si propone di offrire un materiale visivo che permetta di sensibilizzare e attrarre l’attenzione del grande pubblico, sviluppando una lettura critica e consapevole del fenomeno, inquadrato nella sua dimensione storica.
Firenze
San Pier Scheraggio
Loggiato degli Uffizi
Fino al 15 Gennaio
Orario: 10,00/13,00 – 14,00/17,00
Chiuso il lunedì e Capodanno
Ingresso gratuito
Etichette: arte, esposizioni, firenze, fotografia