25 febbraio 2016
Microchip di geolocalizzazione nella frutta
Etichette: amerithrax, cointelpro, fbi, gomblotto, justajoke, kettering, mela, microchip, obama
30 giugno 2015
Test: pasta De Cecco
La pasta rigata non ha mai incontrato molto il mio favore, pur essendo buona, ma gli spaghetti li ho graditi molto.
Per fare il test richiesto ho cotto i prodotti forniti e poi li ho conditi con quattro sughi diversi (formaggio, carbonara, sugo alla carota e aglio-olio-peperoncino). Le penne rigate hanno dimostrato di essere perfette per raccogliere il sugo, mentre gli spaghetti mi hanno soddisfatto con la loro caratteristica "slurposità" (consentitemi il neologismo).
Una pasta che ha pregi e difetti quella di De Cecco, perché se da un lato si distingue in positivo per la qualità, dall'altro ha un prezzo decisamente elevato. Pur tenendo in considerazione tutta la qualità che, a buona ragione, vanta, ha un prezzo più alto di pasta equivalente.
Una cosa che ritengo inutile del kit che ci hanno mandato sono i vetrini per controllare la presenza dell'animella, ovvero quella cosa che scompare quando una pasta di buona qualità è ben cotta. Sì, perché una pasta di buona qualità non va cotta al dente, ma va ben cotta, perché aumenterà la resa e terrà lo stesso la cottura. Quindi niente mappazzone (termine caro al buon Bastianich). Cioè... posso vederlo anche senza schiacciare la pasta tra due vetrini, no?
Ma forse sono io che non ho lo spirito del piccolo chimico... ^__^
Un'opinione completa su quanto ho testato la trovate su ciao.it, mentre ho approfittato delle penne rigate per provare una nuova ricetta perfetta per i bimbi.
17 giugno 2015
Giovanni Allevi e l'amore
Trovo sul web questa immagine:
È chiaramente la copertina del CD di Giovanni Allevi da cui è stato tratto il manifesto dell'omonimo tour ma... il "simbolo" è cambiato. Se sulla copertina del CD Allevi (è un suo CD, vero? perdonate ma non lo seguo...) con le mani faceva in modo chiaro il simbolo del cuore ora il simbolo è diventato ben altro. Mi chiedo se sia lo scherzo di un buontempone che, dopo avere ripassato il manifesto del tour con Photoshop, lo ha divulgato sul web, oppure se questo manifesto esiste davvero. Se così fosse mi chiederei se si tratta di un epic fail o di una furba mossa di marketing...
Notare anche la location: Teatro Goldoni. Ma... "goldone" non è anche un sinonimo di profilattico? :D
Etichette: cuore, giovanni allevi, marketing, photoshop, tour
5 aprile 2015
[7 giorni da... vegana] La conclusione
Nei giorni scorsi, un po' per mancanza di tempo, un po' per mancanza di argomenti (dato che non ho preparato pietanze particolari o che per qualche motivo meritavano menzione) ho smesso di fare il mio reportage quotidiano.
In questi giorni sono riuscita parzialmente a smettere di divorare chips dopo cena, ma più per forza di volontà che per sazietà.
Ho mangiato zuppe di verdure, legumi, pasta, riso, frutta secca come snack, anche frittelle di verdure e ovviamente tante verdure sia crude che cotte in modi diversi. Cose che normalmente gradisco, ma alternate ad alimenti di produzione animale.
L'esperienza è iniziata male, poi è migliorata perché avevo capito con che filosofia cucinare. Quindi non cibi adattati vegan, ma cose nate tali. Di cose "nate tali" ne avevo già fatte tante, quindi alla fine è stato sufficiente utilizzare quelle ricette. Ma dal quarto giorno in poi è successa un'altra cosa: il fisico ha iniziato a protestare. Pur mangiando tante cose saporite e gradite lasciavo la tavola insoddisfatta. Tanta quantità nel piatto. Tanta che una parte del corpo mi segnalava "basta, altrimenti vai in bagno a vomitare", mentre un'altra parte implorava cibo. È una sensazione molto strana che non avevo mai provato. Anche mangiare patatine o pop corn durante un film dopocena è diventato difficile. Ne ho voglia, ma non riesco a mandarli giù perché l'organismo segnala che è pieno, basta, nun 'gna faccio più... quindi una pienezza illusoria, quando in realtà mancano elementi nutrizionali. Altrimenti non si spiega.
Morale della favola? Conclusioni?
Auguro a tutti i miei amici vegani una vita lunga e in salute, ma fatevi controlli e fatevi seguire da un medico. A come mi sono sentita io in questi giorni è meglio. Ho avuto sbalzi di umore che neanche durante il ciclo più ciclo... negli ultimi due giorni ho faticato ad avere voglia di alzarmi, soprattutto nervosismo, alternato a momenti canterini che neanche tre canne di marja...
Per alcuni potrebbe essere la dieta migliore, ma non lo è per me. Mi sono approcciata a questa settimana con la migliore delle intenzioni, ovvero capire e scoprire, senza pregiudizi. Ho cercato di cucinare il cucinabile in termini di gusto (senza ricorrere a ciò che considero aberrazione, ovvero seitan e surrogati vari), ma pur mangiandone in quantità non mi sono mai alzata da tavola sazia.
Questo segna la fine della mia vita da vegana. :-)
Etichette: 7 giorni da vegana, conclusione, no grazie, vegan
2 aprile 2015
[7 giorni da... vegana] Terzo giorno: posso farcela
Oggi giornata molto piena, quindi sarò rapida, anche perché è tardi.
A colazione l'ormai consueta colazione a pane e marmellata con the.
A pranzo però mi sono dilungata nel preparare una crema di lenticchie che volevo preparare da tempo. Molto semplice. Lenticchie bollite in brodo vegetale, frullate, addensate con un po' di fecola. Condite con un pesto al rosmarino (ovviamente senza formaggio) e pinoli tostati.
Poi un lungo pomeriggio di commissioni e al ritorno per i miei coinquilini mi fermo al caseificio a comprare un po' di mozzarella e piangere tutte le mie lacrime mentre in fila al caseificio sentivo quel profumino inconfondibile e poi a casa mentre se la sbafavano con salumi vari di "contorno".
Io mi sono consolata con un pane fresco di forno, pomodorini e friarielli.
Sono stata sazia più a lungo del solito, soprattutto a pranzo dopo la vagonata di legumi, ma ora sto onorando le patatine fritte prime di andare a letto.
A domani!
Etichette: 7 giorni da vegana, friarielli, mozzarella, sofferenze
31 marzo 2015
[7 giorni da... vegana] Giorno due: si migliora
Il secondo giorno decisamente meglio del primo.
A colazione un semplice pane con la marmellata, a pranzo una passata di verdure come spesso la faccio anche in settimane "normali".
Poi a cena per la famiglia ho fatto una spadellata di peperoni con carne tritata e fagioli, bella piccante e papricosa. Per me uguale ma prima di aggiungere la carne ho "prelevato" la mia porzione e ci ho condito la pasta. Buono, ma con la carne questo piatto è molto meglio.
Ora sto guardando Italia's Got Talent e appena ho visto uno con una busta di Fonzies in mano mi è venuta una fame boia. Sgranocchio, vieni a me!
Etichette: 7 giorni da vegana, tanta fame
30 marzo 2015
[7 giorni da... vegana] Giorno uno: prime delusioni
La mia prima giornata è iniziata con un tremendo jet lag da ora legale, ma per fortuna mi consolo con un buon the accompagnato da qualche biscotto "chocolate chip" che ho preparato appositamente ieri, da una ricetta di Luca Montersino senza uova nè latticini, quindi perfettamente vegan.
La metto sul mio Facebook e qui apriti cielo. Un mio amico molto solerte mi fa notare che la lecitina di soia (in questa ricetta ne servono un paio di grammi) non è accettata dai vegani in quanto OGM. Vado a controllare l'etichetta e leggo "OGM FREE". Alleluja! E invece no... la ricetta chiede anche zucchero a velo che, mi fa notare sempre lui, viene raffinato con carbone animale, ovvero ossa di animali e quindi NON è vegan. Morale della favola: a colazione mi toccherà mangiare pane e marmellata per tutta la settimana, Ma... NO! Anche a questo devo fare attenzione, perché anche alcuni gelificanti della marmellata sono di origine animale. Ormai all'esasperazione ribadisco che userò marmellata fatta in casa SENZA gelificanti. E vediamo se a colazione riuscirò a mangiare qualcosa, oltre che the senza zucchero. Eh sì, perché anche lo zucchero raffinato è a rischio e... anche quello di canna!
A pranzo una semplice pastasciutta con un buon sugo di pomodoro ed erbette aromatiche. Qui non c'è dubbio che sia vegano, però mi prende una fame tale che vado di fetta di pane e scarpetta. Per cena faccio un pasto collaudato: involtini di verza. Per i miei coinquilini ricetta tradizionale con tanto formaggio, che trabocca appena inciso l'involtino...
Per me, utilizzando le verze e il ripieno di cui sopra, una sorta di timballo. Senza formaggio, senza burro. Giusto un filo di olio e un po' di pangrattato per la croccantezza.
Riesco a mangiarne neanche metà... poi inizia a tornarmi su e non ce la faccio ad andare avanti. Eppure era ben aromatizzato e condito, ma niente. Ho dovuto ripiegare su mezza fresella e delle melanzane sott'olio per avere un minimo di soddisfazione a cena.
...e mentre scrivo ho di nuovo fame.
Magari ora ci guardiamo un film durante il quale divorerò un kg di pop corn fatto in casa...
Spero che domani vada meglio.
Etichette: 7 giorni da vegana, biscotti, luca montersino, vegan









