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9 dicembre 2007

Merry Christmas Peter Pan 2007


A Roma fervono gli ultimi preparativi per la messa in scena della VII edizione dello storico spettacolo di Natale "MERRY CHRISTMAS PETER PAN", per una serata di musica, gioia, pensieri e comicità, all’insegna della solidarietà.

“Merry Christmas Peter Pan” è un inno alla musica, alla danza, alla comicità, alla vita! Una festa per condividere traguardi e nuovi sogni, avvolta da un mistero che affascinerà grandi e bambini…. : ……qualcuno ha “scolorito” l’isola che non c’è!!!!

MATILDE BRANDI e GIAMPIERO INGRASSIA ci condurranno alla riconquista dei colori perduti insieme agli amici di Peter Pan: GABRIELLA GERMANI, GIULIANO SANGIORGI (NEGRAMARO), GIGI D’ALESSIO, RODOLFO LAGANA’, i TIBUR GOSPEL SINGERS, RON, MASSIMO BAGNATO, CRISTIANA POLEGRI, e …. molte altre sorprese ancora!!

Gli artisti si esibiranno gratuitamente per festeggiare insieme un altro anno di accoglienza presso le Case di Peter Pan, dedicate ad ospitare con la loro famiglia quei bambini costretti a trasferirsi nella capitale, anche per lunghissimi periodi, per ricevere cure onco-ematologiche presso l'ospedale Bambino Gesù e presso il Policlinico Umberto I.
Questi bambini e le loro famiglie arrivano a Roma dal Sud d'Italia e dai Sud del Mondo, dalla provincia di Roma e dall'Iraq, dalla Cina e dal Venezuela, dalla Libia, dall’Albania e dall’Afghanistan. Fino ad oggi le Case di Peter Pan, per complessive 25 unità abitative, hanno accolto oltre 360 famiglie. Per loro Peter Pan non è solo un tetto di mattoni: Peter Pan è Casa, coccole, gioco, sostegno. Peter Pan è parte della cura.

Con il patrocinio: del Ministero della Salute, del Ministero della Solidarietà Sociale, Ministero Beni e Attività Culturali, della Regione Lazio, della Provincia di Roma e del Comune di Roma: Assessorato alle Politiche di Promozione della famiglia e dell’Infanzia, Assessorato alle Politiche Sociali e Promozione della Salute, Assessorato alle Politiche Culturali.


Link correlati:
www.asspeterpan.it

8 dicembre 2007

Lilli Gruber scrive all'ambasciatore iraniano a Bruxeless su Ali Asghar Khaji.


I valori della cultura iraniana sono incompatibili con il condannare a morte un essere umano per il suo orientamento sessuale.

Appena appresa la notizia dell'impiccagione del ragazzo iraniano di 21 anni accusato di essere omosessuale, Lilli Gruber, eurodeputata del Pd-Pse e rapporteur sull'Iran, ha scritto una lettera di protesta all'ambasciatore iraniano a Bruxelles, Ali Asghar Khaji.

Nella lettera, di cui sono state informate le ong che si occupano di diritti umani, Amnesty International e EveryOne, Gruber si è dichiara profondamente scioccata: "Sia io personalmente sia tutto il Parlamento europeo abbiamo il massimo rispetto per l'Iran e per la sua cultura millenaria. Siamo tuttavia convinti - ha aggiunto Gruber - che proprio i valori su cui la cultura iraniana si fonda sono incompatibili con il condannare a morte un essere umano per il suo orientamento o per il suo comportamento sessuale".

"Come amica del popolo iraniano - ha concluso Gruber - spero che il popolo e il governo di questo paese identifichino al più presto una strada per evitare che in futuro sentenze come queste vengano emesse o eseguite. Sono sicura che se questo accadrà verrà dato un contributo al miglioramento delle relazioni tra Iran e Unione Europea".

5 dicembre 2007

Cardinal D'Alema, l'ultimo dei Teodem


Vergognose ed offensive dichiarazioni del ministro degli Esteri, esponente del PD, contro le nozze gay.

Ci mancava D'Alema che, affascinato dalla fede, coglie l'occasione di un dibattito di fronte agli studenti di in una scuola superiore, per insultare gay e lesbiche italiane. Purtroppo al peggio non vi è mai limite e D'Alema, unendosi al coro delle gerarchie cattoliche, con le sue affermazioni ne è la prova provata. Il Ministro degli Esteri si è detto non favorevole al matrimonio tra omosessuali: "Perché matrimonio tra un uomo ed una donna è il fondamento della famiglia per la Costituzione e per la maggioranza degli italiani è pure un sacramento. Il matrimonio tra omosessuali offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente". Ratzinger non l'avrebbe saputo dire meglio.

E' evidente che D'Alema non conosce neppure bene la Costituzione su cui ha giurato che all'articolo 29 non parla affatto di generi ma di famiglia società naturale fondata sul matrimonio. Forse le sue frequentazioni vaticane, tra una manifestazione dell'Opus Dei e qualche a convegno ecclesiastico, lo hanno indotto a dar ragione ai suoi amici di partito Binetti e Bobba. D'Alema non è dunque che l'ultimo degli appartenenti alla corrente del PD che sono i Teodem.

Cosi dal socialismo europeo si fa un bel salto della quaglia e si sposano le tesi disgustose, omofobe razziste del peggior clericalismo di destra. D'Alema per la stessa logica stringente del matrimonio tra omosessuali offende i cattolici non si affatto preoccupato di offendere con le sue affermazioni milioni di persone omosessuali che quotidianamente vengono impunemente aggrediti, violentati, emarginati.

Ma ha altresì offeso la storia del nostro paese e le conquiste sociali e civili grazie alle battaglie del movimento delle donne, delle forze laiche della sinistra. Se nel passato si fossero seguiti i suoi ragionamenti in Italia conquiste come il divorzio e l'aborto non sarebbero mai state ottenute, appunto perché avrebbero offeso il sentimento religioso di tanta gente.

Cardinal D'Alema, non pago delle sue assurde esternazioni, dispone anche che: "Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio, lo stato però deve riconoscere loro diritti civili e sociali. Mi accontenterei di fare una legge". Bene! Al chierico D'Alema chiediamo di spiegare perché il suo partito non si sia davvero impegnato su questo fronte. Spieghi perché tutti i progetti di legge presentati si sono arenati in Parlamento e per favore ci eviti le sue indicazioni su come dobbiamo vivere. E' per colpa sua, e di tutta la classe politica che la pensa come lui, se i cittadini omosessuali non hanno alcuna tutela e nessun riconoscimento giuridico per le loro relazioni affettive.

A D'Alema ricordiamo, visto che consiglia sempre di guardare all'Europa, di studiare. Nel vecchio continente ben 21 paesi su 27 hanno riconosciuto diritti e doveri alle coppie doveri e 11 di questi sono istituti matrimoniali o equipollenti.

In sintesi, per concludere, l'unica risposta possibile alle parole pronunciate da D'Alema è questa è : Vergogna!

4 dicembre 2007

Psicofarmaci: prima pastiglia a otto anni!


“I bambini italiani che assumono psicofarmaci quotidianamente vanno dai 30.000 ai 60.000”, così scrive l’On. Patrizia Paoletti Tangheroni nell’interrogazione parlamentare presentata la scorsa settimana, a distanza di pochi giorni dall’interrogazione del Senatore Maurizio Eufemi, sempre sullo stesso argomento. La preoccupazione è giustificata ancor più dal fatto che i presupposti stessi della “malattia” vengono messi continuamente in discussione: Leiber dell’FDA afferma che “Nessun aspetto fisiopatologico del disordine è ancora stato delineato”; il Dr. Fred Baughman, nel suo libro “The Future of ADD", scrive: “Sia la FDA che la DEA hanno riconosciuto che l'ADHD non è una malattia, né organica né biologica”. Ma se non esiste uno squilibrio biochimico, perché lo si cerca di curare con sostanze chimiche? I principi attivi maggiormente utilizzati sono due: il Metilfenidato, meglio conosciuto col nome di Ritalin, e l'Atomoxetina.

Il trattamento può iniziare presto, perché già a 8 anni molti bambini ricevono la prima pastiglia. E' difficile pensare che a quell'età un bambino possa rendersi conto delle conseguenze a cui va incontro, con sostanze che in molti casi portano alla dipendenza. Il Prozac ad esempio, la cui soglia di somministrazione è stata portata da 18 a 8 anni solo di recente, può causare quasi mille differenti effetti collaterali; inoltre sono noti casi di suicidio; stesso discorso per il Ritalin, un'anfetamina, reintrodotta in Italia da poco.

Una volta i professionisti erano gli insegnanti; oggigiorno abbiamo l’equipe psico-pegadogica che munita di altisonanti "Progetti psicologici", basati sul controllo del comportamento, è entrata nella scuola, somministra test, questionari di improbabile validità scientifica, ne valuta i risultati ed infine etichetta il bambino, visto che qualsiasi difficoltà può rientrare tranquillamente in qualche "disturbo psichiatrico" come ADHD o la discalculia, la disortografia, ecc…; i genitori non vengono mai completamente informati su cosa si farà esattamente con questi progetti, che spesso sono i più variegati e i questionari psicologici invasivi che sollecitano dati sul bambino e sulla famiglia, sono spesso compilati senza il consenso dei genitori, per non parlare di come si utilizzeranno le informazioni raccolte, come verranno valutate e dove andranno a finire. Spesso le etichette rimangono nella storia dell'alunno che se le porta avanti anche negli anni successivi e i genitori restano inconsapevoli che il loro figlio sia stato schedato.

Molti bambini vengono poi indirizzati in centri di neuropsichiatria infantile che sono il punto d’ingresso verso trattamenti farmacologici, anziché interventi didattici e sociali. Ce ne sono 40 attivi sul territorio nazionale e sono 112 quelli accreditati. E’ stato istituito anche un registro nazionale, per monitorare la somministrazione degli psicofarmaci sul campo.

Su questo tema è pertanto fondamentale il consenso informato e un’inequivocabile chiarezza e trasparenza nell’informazione al cittadino, in merito a queste iniziative svolte sui bambini e ad ogni possibile effetto dei farmaci utilizzati che per altro hanno effetti collaterali molto gravi. Senza la coercizione di "velate" minacce nel caso si rifiutino di somministrare psicofarmaci ai propri figli o sottopongano i figli a trattamenti psicologici.

Lo screening dei bambini per "localizzare" malattie mentali non è qualcosa di nuovo. Tale strumento trova riscontro nella prassi della Germania nazista per ripulire la società dagli "elementi inferiori". Nel 1930 Ernst Rudin, fondatore della "genetica psichiatrica" e tra gli ideatori dell'Olocausto, durante un discorso al Congresso Internazionale sull'Igiene Mentale che si tenne a Washington D.C., propose un approccio eugenetico unitario per estirpare coloro che sono portatori noti di "malattie ereditarie". In cima all'elenco dei "difetti" che gli eugenisti americani avrebbero stilato in seguito, c'era il "disturbo da deficit dell'attenzione". Come diretta conseguenza del movimento di eugenetica psicologica, le scuole americane effettuarono per prassi lo screening dei bambini, e quelli che venivano ricoverati "idiota, imbecille, e deficiente erano tutti termini medici", venivano usati per definire vari livelli di ritardo o incapacità mentale". A tutt'oggi ben 17 milioni di bambini nel mondo sono stati diagnosticati "disturbi mentali".

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Link consigliati:
www.ccdu.org

3 dicembre 2007

No al carbone: azione in mare


Dalle centrali alle navi: le azioni di Greenpeace contro il carbone prendono il largo. Poche ore fa – a bordo dei gommoni, nel porto di Brindisi - gli attivisti hanno raggiunto la "Seaflower", una nave carbonifera di oltre 36.000 tonnellate, dipingendo sulla sua fiancata due messaggi: "No carbone" e "Stop coal save the climate". Oggi a Bali si apre il vertice Onu sul clima. E il carbone è la prima causa del riscaldamento globale.

Alla protesta hanno preso parte dieci attivisti su due gommoni con il supporto di tutto l'equipaggio internazionale - circa 30 persone – dell'Arctic Sunrise. Altre azioni del genere sono state effettuate recentemente in India, Indonesia, Spagna, Regno Unito e Israele.

Mentre i nostri attivisti sono in azione, a Bali si riuniscono i leader del mondo per parlare di clima. I risultati di questa Conferenza internazionale ci diranno se è possibile dare un futuro al Protocollo di Kyoto, mantenendo l'aumento della temperatura media del Pianeta al di sotto di +2°C, soglia di irreversibilità del fenomeno. Per fare questo è necessario che le emissioni di gas serra mondiali vengano stabilizzate al 2015, in vista di un loro dimezzamento al 2050.

E proprio in vista di Bali, Greenpeace nelle ultime settimane ha portato avanti una forte attività di denuncia contro la pericolosa dipendenza energetica dal carbone: dalla protesta in Sardegna contro Soru al blitz nella centrale Enel di Civitavecchia, dalla "visita" alla centrale di Brindisi all'azione via mare in corso contro una nave carbonifera.

L'Italia è un perfetto esempio di incoerenza politica sul tema del clima: pur appoggiando gli obiettivi di Kyoto a livello internazionale, non sta facendo nulla per ridurre le emissioni nazionali di CO2. Il Governo - azionista di maggioranza dell'Enel con il 30 per cento delle azioni - appoggia apertamente l'espansione del carbone in Italia voluto dalla Società.

Non è troppo tardi per agire, ma occorre un chiaro impegno da parte dei Governi. La vera soluzione è avviare una Energy Revolution fondata sul rapido sviluppo di fonti rinnovabili e misure di efficienza energetica, oltre alla conservazione delle foreste la cui distruzione costituisce un quinto delle emissioni mondiali di gas serra.

Il carbone, oltre a essere il combustibile fossile con le più alte emissioni specifiche di gas serra, è la prima fonte al mondo per la generazione elettrica.

1 dicembre 2007

Bene il Ministero sulla campagna HIV/AIDS


Chiediamo però l'effettiva applicazione dell'anonimato e della gratuità del test e una riduzione del prezzo dei preservativi.

Il Ministero della Salute ha il dovere politico e morale di portare avanti con convinzione le politiche di prevenzione e informazione annunciate oggi alla camera dal sottosegretario Patta. Vogliamo ringraziare l'on. Grillini e il gruppo socialista per l'interessamento mostrato in tutta questa vicenda ed esprimere così loro la nostra più sincera gratitudine.

L'Aids è l'unica malattia nella quale c'è una evidente discriminazione rispetto a chi contrae il virus non per come il virus viene contratto.

Rimangono però aperte due questioni importanti che ci aspettiamo un ulteriore sforzo. La prima è il fatto che il ministero e le regioni devono garantire che tutto il sistema sanitario applichi la legge sulla segretezza del test e sulla sua gratuità.

Altra questione è l'elevato costo del preservativo che impedisce di fatto a giovani e giovanissime di proteggersi quotidianamente e praticare una sessualità più libera e serena.

Mobilitazione nazionale contro la violenza e l'omofobia


Martedì 4 e mercoledì 5 dicembre presidi e sit-in davanti alla Camera dei Deputati e davanti alle Prefetture in tante città.

Arcigay lancia un appello di mobilitazione a tutte le associazioni lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, trangender), al movimento delle donne, alle tante espressioni dell'associazionismo e del sindacato affinché martedì 4 e mercoledì 5 dicembre, siano giornate straordinarie di mobilitazione in tutto il Paese contro la violenza sessuale sulle persone lgbt e le donne.

Dopo le manifestazioni del 16 giugno del Roma Pride e del 24 novembre contro la violenza sulle donne, è a nostro avviso urgente esprimere nei territori la nostra determinazione perché siano assunti provvedimenti e politiche che contrastino realmente il machismo criminale, gli omicidi e le violenze contro le donne e le persone lgbt.

Mercoledì mattina, a partire dalle ore 11, la Commissione Giustizia della Camera discuterà gli emendamenti presentati allo stralcio dello stalking e dell'estensione della Legge Mancino ai reati d'odio contro le persone lgbt. A Roma e in tutte le città vogliamo far sentire la nostra voce affinché, questo pur minimo ed insufficiente provvedimento, sia approvato rapidamente sia alla Camera che al Senato.

In particolare denunciamo come anche negli ultimi giorni si susseguano episodi gravissimi di violenza omofobica, lesbofobica e transfobica. Da ultimo, le vicende di Finale Ligure, dove ad un ragazzo è stata scritta sul petto la svastica e il termine gay, e Monza, dove un padre che ha ucciso il proprio figlio, probabilmente a causa della sua omosessualità, ed è stato rimesso in libertà dopo solo quattro giorni di carcere. Per non parlare poi delle continue intimidazioni, discriminazioni, violenze che donne e persone lgbt continuano a subire.

30 novembre 2007

Padre uccide il figlio gay: scarcerato dopo 4 giorni


Il caso denunciato oggi alla Camera da Franco Grillini. Chiediamo ancora l'approvazione dell’estensione della Legge Mancino per i reati d’odio contro le persone omosessuali.

"Vogliamo sapere – esordisce Aurelio Mancuso, Presidente nazionale Arcigay, per quale ragione il Gip di Monza ha deciso di rimettere in libertà Flavio Vescovini dopo soli 4 giorni di detenzione, dopo che ha ucciso il figlio Gabriele con 12 colpi pistola e che ha confessato il crimine. Da come apprendiamo dall’intervento svolto oggi in Aula dall’on. Franco Grillini, l’omicidio sarebbe maturato a causa del fatto che Gabriele era omosessuale."

"Colpisce – sottolinea Paolo Ferigo, Presidente del Cig Arcigay di Milano – che secondo quanto riportato dai quotidiani milanesi e dallo stesso deputato Grillini, il padre avesse inviato il ragazzo già anni fa in cura dagli psicologi, che non avevano riscontrato problemi gravi, ma disturbi proprio legati ai rapporti tesi con il genitore che lo ha ucciso."

"Ci uniamo alle richieste presentate da Franco Grillini – prosegue Aurelio Mancuso – vogliamo conoscere dal Ministro Mastella cosa è accaduto nel Tribunale di Monza, quali sono i provvedimenti che intende assumere, per quale ragione un omicida è lasciato libero dopo quattro giorni. Riteniamo, inoltre, che la morte di Gabriele sia un’ulteriore segno di ciò che sta avvenendo in questo paese e che siano urgenti adeguate misure, di cui il Governo deve farsi protagonista, tra cui l’approvazione dell’estensione della Legge Mancino per i reati d’odio contro le persone omosessuali".

"In mancanza di risposte convincenti e d’atti concreti – conclude Paolo Ferigo – organizzeremo nel più breve tempo possibile un sit in davanti al Tribunale di Monza, per denunciare la gravità dell’accaduto".

27 novembre 2007

1° dicembre tutto l'anno! Campagna anti AIDS


Bene la nuova campagna del Ministero della Salute. Giornata Mondiale Lotta contro l'HIV/AIDS: rendere i test davvero anonimi e abbattere i costi dei preservativi.
"Arcigay si appresta a vivere il 1° dicembre, giornata mondiale contro l'AIDS, con formidabile sforzo organizzativo – afferma Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay - da Aosta a Ragusa, da Vicenza a Cosenza. Con i suoi 43 Comitati provinciali, Arcigay coinvolgerà tutte le più grandi città d'Italia segnalando ovunque con decisione la richiesta di imprimere una svolta nella battaglia contro l'HIV/AIDS".

"E' un momento importante - sottolinea Paolo Patané responsabile salute di Arcigay - dopo venti anni di silenzio e di totale indifferenza della politica. Questo Governo ha finalmente promosso una Campagna d'informazione che ci avvicina agli standard europei e fa riferimento in modo chiaro e deciso al preservativo come unico sistema reale di prevenzione. Però ora è necessario avere coraggio e coerenza. Chiediamo un 1° dicembre che duri tutto l'anno, e che impegni le Istituzioni in una comunicazione costante ed esplicita, sulle malattie a trasmissione sessuale".

"La battaglia – prosegue Patané - si combatte su prevenzione ed accesso al test. Per questo denunciamo che le disposizioni di legge che garantiscono il test come gratuito, anonimo e volontario sono disattese e non applicate in molte parti d'Italia. Il Ministero intervenga perché siano eliminate deroghe, eccezioni e violazioni dei diritti dei cittadini che determinano inaccettabili disparità ed una pericolosissima riduzione degli accessi al test".

"Ci aspettiamo - conclude Mancuso - che la prevenzione non sia solo teorizzata ma resa possibile attraverso l'abbattimento degli alti costi dei preservativi ed il finanziamento di progetti mirati al loro acquisto in grandi quantità. Solo per la popolazione omo/bisessuale sarebbe necessario distribuirne almeno tre milioni l'anno!".

25 novembre 2007

Zampe di elefante mozzate e trasformate in portabottiglie


Due vere zampe di elefante, mozzate e svuotate per essere trasformate in due raccapriccianti portabottiglie esposti in uno storico negozio d’abbigliamento di lusso di una centrale via di Milano, sono state rimosse grazie all’intervento del Garante comunale per la Tutela degli Animali su richiesta della LAV.

Pochi giorni fa la LAV aveva ricevuto da una signora la segnalazione, documentata dalle fotografie allegate, dei due disgustosi trofei di caccia esposti nel negozio come oggetti d’arredo. Da qui la segnalazione al Garante Tutela Animali di Milano che, tempestivamente, è intervenuto ottenendo dal negoziante la rimozione immediata delle due zampe, senza la necessità di ricorrere ad altre misure o di coinvolgere forze istituzionali.

“L’esposizione di trofei di caccia non è purtroppo ancora vietata in Italia ma città come Milano si sono impegnate, a cominciare dal Regolamento Tutela Animali, a garantire norme minime a tutela degli animali - dichiara Giacomo Ferrara, responsabile LAV Milano - Allo sconcerto per il cattivo gusto di esporre resti di animali tanto raccapriccianti, si associa la consolazione per la diffusa sensibilità che non vuole vedere animali uccisi, sezionati e degradati a oggetti da esposizione”.

8X1000, LA LOBBY VATICANA AL SENATO


I laici non stanno né a destra, né al centro, né nella maggioranza del PD. Tutti i nomi dei Senatori che hanno votato contro l'ODG che chiedeva che rimanesse allo Stato la quota di chi non appone alcuna firma.

"Non vogliamo affondare di più il coltello nella ferita – ha affermato laconicamente Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay nel prendere visione del risultato della votazione di ieri al Senato riguardante l'odg presentato dai senatori della Costituente Socialista sull'8 per mille.

"Però – prosegue Mancuso – non possiamo esimerci dal fare alcune considerazioni di fondo. Innanzitutto la precaria maggioranza che tiene in piedi il governo Prodi non è una maggioranza laica; e questo lo si era capito. Ma che esiste una maggioranza filo-vaticana forte e coesa che sulle questioni di principio, come i soldi pubblici versati con meccanismi truffaldini alla chiesa cattolica, riesce sempre a trovare accordo e condivisione."

L'ordine del giorno chiedeva, assai modestamente, che rimanesse allo Stato per opere vincolate, la porzione dell'8 per mille di quei cittadini che non appongono nessuna firma sulla dichiarazione dei redditi; evidentemente il meccanismo, allora inventato da un consulente del ministero del Tesoro, tal Giulio Tremonti, piace a tanti politici.

Ma che nome hanno questi senatori e a quali partiti appartengono è presto detto: basta guardare i verbali della seduta di ieri. Dagli atti pubblici riportati su internet si nota come a favore di questo odg hanno votato tutti i partiti della sinistra (Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, Verdi, Partito dei Comunisti Italiani, Costituente Socialista), cui va il nostro plauso, mentre i partiti e micropartiti di centro si sono divisi.

Il primo dato che salta agli occhi è la spaccatura dentro il gruppo dell'Ulivo – Partito Democratico: 35 senatori votano sì, 33 no e 7 si astengono (che al Senato significa votare contrario); ben 11 decidono di non votare, evidentemente per calcolo. Notiamo che fra questi la capogruppo Anna Finocchiaro vota a favore ma i suoi due vice Boccia e Zanda contro. Le amiche Livia Turco e Anna Serafini, un tempo divise sulle droghe leggere, ora si ritrovano unite a bocciare questo odg. Naturalmente votano contro i teomdem Baio, Binetti e Bobba, mentre Goffredo Bettini fedelissimo veltroniano vota a favore (al contrario di Giorgio Tonini, neo appartenente alla segreteria nazionale PD).

I senatori dei Liberal Democratici Scalera e D'Amico votano a favore ma Dini contro. Nel gruppo Bordon-Manzione, il primo è assente mentre l'altro vota a favore. Vota a favore Formisano dell'Italia dei Valori, ma gli altri sue del gruppo Caforio e Giambrone votano no."

Arcigay pubblica e diffonderà in tutte le mailing list del movimento lgbt l'elenco completo dell'espressione del voto dei senatori, affinché ognuno possa valutare il grado di affidibilità e laicità di questi rappresentanti del popolo (a sovranità limitata).

Per sintetizzare: la sinistra recupera lo scivolone di qualche giorno fa e si aggiudica un 7 -, centro destra (a parte tre eccezioni) un bel 4, idem i partitini e raggruppamenti ad personam. Al Partito Democratico un non classificabile (è grave che in questo caso si sia lasciata libertà di voto, significa che non si ha un opinione in merito e, ciò non fa ben sperare rispetto ad altri temi riguardanti la laicità e i diritti civili.

|-Dettaglio Voti-|