9 marzo 2017

Rosetta alla Corrida di Corrado

Ogni mattina mi sveglio con una melodia in testa e praticamente mai riesco a capire perché proprio quella. Questa mattina è la volta di Rosetta e il ricordo vola subito a un'edizione della Corrida (di cui purtroppo non ho trovato il video *sigh*) in cui una signora ballava questa canzone e sul "well, well, well" faceva danzare le tette. Ho in mente gli sguardi che si sono scambiati Corrado e il maestro Pregadio come fosse ieri. Perché quella trasmissione non era fatta solo di concorrenti, ma soprattutto dall'interazione tra loro due.



6 marzo 2017

Una sala concerti per Barenboim

680 spettatori. Il confine tra pubblico e musicisti che scompare. L'architetto Frank Gehry reallizza un progetto per un'esclusiva sala concerti per il maestro Daniel Barenboim. Quattro anni di costruzione e i concerti possono iniziare. "Così come la sala è stata concepita e costruita è per me perfetto per la musica" afferma Barenboim.


26 dicembre 2016

Tradizioni: Christbaumloben

Passato Natale, quando l'albero comincia a perdere gli aghi, c'è ancora tanto da farci che non aspettare la Befana per smontarlo.
In Baviera c'è una vecchia usanza che risale al 19° secolo che si chiama "Christbaumloben", che si può tradurre con "lodare l'albero di Natale".
Ecco cosa vi serve: Un distillato (grappa) possibilmente di frutta (va bene anche un succo di mele o simili, se dovete guidare, se siete astemi, se ci sono bambini ecc.). Dei dolci natalizi (in Germania si usano dei biscotti natalizi, stollen (si può dire l'equivalente tedesco del panettone) o cioccolato).
Poi dovete preparare delle schede su cui scriverete:
- a casa di chi siete;
- dimensioni dell'albero;
- colore;
- illuminazione;
- decorazioni;
- particolarità.
Con campi per eventuali annotazioni e per ogni cosa sarà da esprimere un voto da 1 a 10.
Incontrate gli amici, formate un gruppo e iniziate a girare per le case (ovviamente di persone che aderiscono a questo "gioco") ammirando e valutando gli alberi decorati. La cosa importante è elogiare oltremodo gli alberi che state ammirando, in maniera quasi burlesca. Se sarete stati bravi nell'elogio il padrone di casa vi offrirà dolci e liquori.
Alla fine della serata l'albero più bello sarà premiato (sempre se non sarete pronti per il letto per avere bevuto troppo!).
(Foto dal web)

9 novembre 2016

Donald Trump è il nuovo presidente degli USA

...e i Simpsons lo avevano previsto!

Nel 70° episodio intitolato "Bart to the future" Bart ha delle visioni del futuro e vede che la sorella Lisa è il primo presidente Donna e viene eletta DOPO Donald Trump. Infatti la si sente dire che "abbiamo ereditato una crisi di bilancio dal presidente Trump".




30 ottobre 2016

Highlander compie 30 anni

Trenta anni per un film mitico con una colonna sonora epica che ho amato e continuo ad amare.
Il film di Russell Mulcahy Highlander-L'ultimo immortale segnò l'inizio di diversi sequel e una serie TV.
Il film che ha reso famoso Christopher Lambert e che vede la partecipazione del grande Sean Connery, ma soprattutto una stupenda colonna sonora i cui brani più ricordati sono quelli degli intramontabili Queen.
Inserisco i video delle mie canzoni preferite di quel soundtrack, tra cui Who wants to live forever, una delle mie canzoni preferite in assoluto.








[REVIEW] Biscotti Giusto BiGusto Dark


Oggi parliamo dei biscotti senza glutine BiGusto Dark della Giusto. In poche parole sono la versione gluten free dei famosi Ringo Pavesi nella versione al cacao.
Sono davvero molto buoni e non hanno niente da invidiare ai Ringo. Il biscotto è friabile e la farcitura è cremosa, non asciutta come a volte succede in prodotti simili. Un grosso neo però è dato dalla quantità di farcitura. Come vedete dalla foto è limitato al centro del biscotto e neanche si avvicina al bordo. Capisco non farla strabordare, ma così la quantità è degna di Paperon De Paperoni!



In una confezione ci sono 5 bustine con due biscotti, molto comode da portare con se come merenda.
Il prezzo consigliato è di 3,00€, ma lo troviamo generalmente a circa 2,85€.
Questo prodotto partecipa alla raccolta punti attualmente in corso da Giusto, tuttavia, se lo acquistate con l'assegno del Servizio Sanitario non potrete utilizzare il punto perché il codice a barre verrà tolto. Almeno la confezione che abbiamo noi ha soltanto il codice a barre sulla confezione e non l'adesivo da togliere.
Nelle ultime immagini trovate gli ingredienti e i valori nutrizionali.


19 ottobre 2016

19 ottobre 1985: la prima volta dei norvegesi

Ok, ma di quale prima volta stiamo parlando? Di quella degli A-Ha, un gruppo norvegese (o forse dovrei dire IL, perché non è che ce ne siano tanti di gruppi norvegesi conosciuti in Italia...) che spopolava negli anni '80. La loro prima volta negli USA è il primo posto nella classifica dei singoli con "Take on me", canzone famosa anche per il meraviglioso video "tra realtà e fumetto" con protagonista Morten Harket, il cantante del gruppo che faceva sognare le ragazze degli eighties.



La mia canzone preferita di questo gruppo resta "Hunting high and low" che è anche il titolo del loro primo LP, seguito da altri due album di grande successo (Scoundrel days e Stay on these roads).



Cosa fanno oggi i tre membri del gruppo?
Magne Furuholmen (compositore, chitarrista e tastierista), oltre alla sua carriera da solista, segue anche progetti di scultura e pittura, sostenendo anche altri artisti. Paul Waaktaar-Savoy (compositore e chitarrista) si limita a qualche collaborazione mentre Morten Harket non ha mai smesso di cantare continuando da solista dopo lo scioglimento degli A-Ha.
Il gruppo si è riunito nel 2015 per un tour, senza tante fanfare e con scarso successo.

11 ottobre 2016

Thomas Edison: Da ritardato mentale a genio

Un giorno Thomas Edison tornò a casa da scuola e consegnò una lettera a sua madre.
La madre aveva gli occhi pieni di lacrime mentre la lesse al figlio: "Suo figlio è un genio. Questa scuola è troppo piccola per lui e non ha insegnanti bravi abbastanza per educarlo. Per favore lo istruisca lei".
Edison divenne uno dei più grandi inventori del secolo e, molti anni dopo la morte della madre, trovò quella lettera. C'era scritto: "Suo figlio è un ritardato mentale. Non lo vogliamo nella nostra scuola".
Edison pianse per ore e poi scrisse nel suo diario: "Thomas Alva Edison era un bambino con ritardo mentale. Grazie a una madre eroica divenne il più grande genio del secolo".
(Foto da LinkIesta)

20 marzo 2016

Venti Chiavi Trio

Ecco qualcosa di nuovo. Un trio che vuole ampliare il repertorio chitarristico aggiungendo arrangiamenti di musica da camera e riscoprire i brani meno noti di questo genere.

17 marzo 2016

Test: Cuore di Brodo Knorr


Dopo avere testato il Cuore di Brodo al pesce durante la fase di lancio ecco un nuovo test, stavolta per tutta la gamma. Nello starter kit ricevuto a seguito della registrazione sul sito dettofranoi.it, infatti, c'era una confezione da 4 per ogni tipologia attualmente disponibile: manzo, delicato, verdure e pesce. Uno starter kit generoso che conteneva anche decine di campioncini da regalare e buoni sconto.

È un prodotto che utilizzo abitualmente e che conosco bene. Nella mia dispensa non manca mai e credo sia uno di quei jolly che ti consentono di avere a portata di mano un brodo più gustoso del solito dado o granulare quando non si ha il tempo di prepararne a casa. Il brodo della variante "delicato" l'ho provato per la prima volta con questo test.

L'intera gamma ci viene presentata come una "rivoluzione in cucina", con ingredienti naturali, senza glutammato nè conservanti.

Il Cuore di Brodo alle verdure è decisamente valido. L'ho provato per un risotto ai porri e come esaltatore di gusto per delle verdure al forno. Infine una zuppa inventata al momento fatta con un soffritto di base (carote, cipolle, sedano) a cui ho aggiunto del cavolo cinese e aromatizzato con l'erba del finocchio. Tocco esotico finale lo zakkoku-mai "mixato" in casa. Si tratta di un riso a cui si aggiungono vari tipi di semi. Io ho usato quinoa, amaranto, miglio e lino. Molto buono. Il CdB alle verdure gli ha dato il giusto sostegno.



Il Cuore di Brodo al pesce lo utilizzo di rado perché di solito faccio il fumetto in casa. Stavolta l'ho messo alla prova con un sautè di cozze. Il gusto del brodo si è sposato bene con le cozze, senza alterarne o coprirne il sapore. Tra gli ingredienti ho notato il levistico, pianta aromatica il cui uso è poco diffuso, ma che amo utilizzare anche nelle minestre e mi ha fatto piacere trovarlo tra gli ingredienti. Leggo che contiene "pesce in polvere 2%" e qui avrei gradito sapere quali sono stati utilizzati. Il brodo da sempre si fa con gli scarti (carcassa, testa, gusci dei gamberi ecc.) e quindi suppongo sia in proporzione variabile, anche se così non comprendo come facciano a farlo sempre uguale. O forse non è sempre uguale? Insomma se fosse possibile suggerirei di precisare meglio.


Il Cuore di Brodo al manzo di solito lo utilizzo al posto della demi glace che è praticamente impossibile da trovare e scocciantissima da fare in casa. Quindi abitualmente lo utilizzo per sughi di arrosto, ma anche per risotti "saporiti". Ha un sapore deciso e questa volta l'ho utilizzato per i tortellini (senza glutine) e per un grande classico: il risotto alla milanese che tradizionalmente si prepara con un brodo di manzo abbastanza saporito. Molto buono.


Veniamo a quello che per me ha rappresentato una novità: il gusto delicato. Aprendo la confezione sulla vaschetta c'è il disegno di un pollo, che mi lascia presumere che quello sia il gusto principale. In realtà non spicca molto, ma il brodo è buono, equilibrato e delicato come promesso. Ritengo si possa utilizzare anche per pietanze a base di verdura in sostituzione di quello alle verdure. L'ho utilizzato per una semplice pastina in brodo solo per provarlo perché avendo un celiaco in casa non posso utilizzarlo per tutti. E qui arriviamo alle note conclusive.

Cuore di Brodo, nelle varianti manzo, pesce e verdure, è dichiarato senza glutine ed infatti è anche presente nel prontuario dell'AIC. Quello delicato invece è un mistero.
- L'AIC non lo include in prontuario.
- Su sito Knorr, alla pagina del prodotto,  trovo la scritta "senza glutine". Quindi in teoria potrei utilizzarlo, ma, e qui si arriva al MA: l'AIC vuole che NON ci fidiamo di ciò che ci dicono le aziende o di cosa scrivono sui loro siti. Sinceramente me ne sono sempre fregata e in caso di dubbio mi sono fidata dell'azienda senza mai avere problemi.
- Sul "manuale dell'ambasciatore" fornitomi con il kit di assaggio però trovo scritto "senza glutine (Manzo; Verdure; Pesce). Quindi QUI la Knorr contraddice ciò che loro stessi hanno scritto sul sito.
- Gli ingredienti? leggo le solite cose e non capisco da dove possa provenire il glutine. Il colorante carotene a quanto leggo si ottiene da vegetali naturalmente privi di glutine. Mistero!

Sempre nel manuale leggo che ad aprile avremo un nuovo gusto ai funghi. Ecco, questo per quanto mi riguarda sarà molto apprezzato perché già uso il dado ai funghi porcini che non mi soddisfa molto. Peccato non averne ricevuta un'anteprima.

25 febbraio 2016

Microchip di geolocalizzazione nella frutta

ATTENZIONE! Massima divulgazione! Quando andate a fare spesa fate attenzione alla frutta che comprate. Evitate quella con questo tipo di bollino. Il bollino nasconde un microchip che, oltre a rilevare il percorso della frutta, in prossimità di computer, dispositivi mobili (smartphone, tablet ecc.), televisori e qualsiasi tipo di elettrodomestico memorizza il tipo di dispositivo (compreso marca e modello) e trasmette in tempo reale tutti i dati all'Agenzia delle Entrate nell'ambito dei controlli sull'evasione fiscale. È un sistema che già da anni viene messo in pratica negli USA. Sul sito dell'FBI alla voce FOIA FILES infatti troviamo il progetto AMERITHRAX (sigla nata dalla combinazione delle parole America - Tracking (rintracciamento) - Tax (tasse) http://vault.fbi.gov/Amerithrax. Sempre sullo stesso sito troviamo anche dati sulla COINTELPRO, la ditta che produce i mircrochip: http://vault.fbi.gov/cointel-pro. Il progetto è stato avviato nel 1993 a seguito di un accordo tra Obama e Charles Kettering http://vault.fbi.gov/Charles%20Kettering e solo ora, dato che sono passati 20 anni, la segretezza è stata derubricata e gli atti sono visibili a tutti sul sito dell'FBI. In realtà è solo la mela che ho mangiato a pranzo e quel codice quasi sicuramente identifica il produttore, ma volevo vedere quanti sarebbero arrivati a leggere fino in fondo prima di fare condivisioni allarmistiche. Se hai letto fin qui stai al gioco e nell'eventuale commento non far capire che si tratta di uno scherzo. :)

30 giugno 2015

Test: pasta De Cecco

Un veloce passaggio per concludere l'ultimo progetto TRND a cui ho partecipato. Si tratta della pasta De Cecco che ci ha fatto provare due formati: gli spaghetti e le penne rigate.
La pasta rigata non ha mai incontrato molto il mio favore, pur essendo buona, ma gli spaghetti li ho graditi molto.

Per fare il test richiesto ho cotto i prodotti forniti e poi li ho conditi con quattro sughi diversi (formaggio, carbonara, sugo alla carota e aglio-olio-peperoncino). Le penne rigate hanno dimostrato di essere perfette per raccogliere il sugo, mentre gli spaghetti mi hanno soddisfatto con la loro caratteristica "slurposità" (consentitemi il neologismo).

Una pasta che ha pregi e difetti quella di De Cecco, perché se da un lato si distingue in positivo per la qualità, dall'altro ha un prezzo decisamente elevato. Pur tenendo in considerazione tutta la qualità che, a buona ragione, vanta, ha un prezzo più alto di pasta equivalente.

Una cosa che ritengo inutile del kit che ci hanno mandato sono i vetrini per controllare la presenza dell'animella, ovvero quella cosa che scompare quando una pasta di buona qualità è ben cotta. Sì, perché una pasta di buona qualità non va cotta al dente, ma va ben cotta, perché aumenterà la resa e terrà lo stesso la cottura. Quindi niente mappazzone (termine caro al buon Bastianich). Cioè... posso vederlo anche senza schiacciare la pasta tra due vetrini, no?
Ma forse sono io che non ho lo spirito del piccolo chimico... ^__^

Un'opinione completa su quanto ho testato la trovate su ciao.it, mentre ho approfittato delle penne rigate per provare una nuova ricetta perfetta per i bimbi.

17 giugno 2015

Giovanni Allevi e l'amore

Trovo sul web questa immagine:


È chiaramente la copertina del CD di Giovanni Allevi da cui è stato tratto il manifesto dell'omonimo tour ma... il "simbolo" è cambiato. Se sulla copertina del CD Allevi (è un suo CD, vero? perdonate ma non lo seguo...) con le mani faceva in modo chiaro il simbolo del cuore ora il simbolo è diventato ben altro. Mi chiedo se sia lo scherzo di un buontempone che, dopo avere ripassato il manifesto del tour con Photoshop, lo ha divulgato sul web, oppure se questo manifesto esiste davvero. Se così fosse mi chiederei se si tratta di un epic fail o di una furba mossa di marketing...
Notare anche la location: Teatro Goldoni. Ma... "goldone" non è anche un sinonimo di profilattico? :D

5 aprile 2015

[7 giorni da... vegana] La conclusione

Nei giorni scorsi, un po' per mancanza di tempo, un po' per mancanza di argomenti (dato che non ho preparato pietanze particolari o che per qualche motivo meritavano menzione) ho smesso di fare il mio reportage quotidiano.
In questi giorni sono riuscita parzialmente a smettere di divorare chips dopo cena, ma più per forza di volontà che per sazietà.
Ho mangiato zuppe di verdure, legumi, pasta, riso, frutta secca come snack, anche frittelle di verdure e ovviamente tante verdure sia crude che cotte in modi diversi. Cose che normalmente gradisco, ma alternate ad alimenti di produzione animale.
L'esperienza è iniziata male, poi è migliorata perché avevo capito con che filosofia cucinare. Quindi non cibi adattati vegan, ma cose nate tali. Di cose "nate tali" ne avevo già fatte tante, quindi alla fine è stato sufficiente utilizzare quelle ricette. Ma dal quarto giorno in poi è successa un'altra cosa: il fisico ha iniziato a protestare. Pur mangiando tante cose saporite e gradite lasciavo la tavola insoddisfatta. Tanta quantità nel piatto. Tanta che una parte del corpo mi segnalava "basta, altrimenti vai in bagno a vomitare", mentre un'altra parte implorava cibo. È una sensazione molto strana che non avevo mai provato. Anche mangiare patatine o pop corn durante un film dopocena è diventato difficile. Ne ho voglia, ma non riesco a mandarli giù perché l'organismo segnala che è pieno, basta, nun 'gna faccio più... quindi una pienezza illusoria, quando in realtà mancano elementi nutrizionali. Altrimenti non si spiega.

Morale della favola? Conclusioni?

Auguro a tutti i miei amici vegani una vita lunga e in salute, ma fatevi controlli e fatevi seguire da un medico. A come mi sono sentita io in questi giorni è meglio. Ho avuto sbalzi di umore che neanche durante il ciclo più ciclo... negli ultimi due giorni ho faticato ad avere voglia di alzarmi, soprattutto nervosismo, alternato a momenti canterini che neanche tre canne di marja...

Per alcuni potrebbe essere la dieta migliore, ma non lo è per me. Mi sono approcciata a questa settimana con la migliore delle intenzioni, ovvero capire e scoprire, senza pregiudizi. Ho cercato di cucinare il cucinabile in termini di gusto (senza ricorrere a ciò che considero aberrazione, ovvero seitan e surrogati vari), ma pur mangiandone in quantità non mi sono mai alzata da tavola sazia.

Questo segna la fine della mia vita da vegana. :-)

2 aprile 2015

[7 giorni da... vegana] Terzo giorno: posso farcela

Oggi giornata molto piena, quindi sarò rapida, anche perché è tardi.

A colazione l'ormai consueta colazione a pane e marmellata con the.

A pranzo però mi sono dilungata nel preparare una crema di lenticchie che volevo preparare da tempo. Molto semplice. Lenticchie bollite in brodo vegetale, frullate, addensate con un po' di fecola. Condite con un pesto al rosmarino (ovviamente senza formaggio) e pinoli tostati.

Poi un lungo pomeriggio di commissioni e al ritorno per i miei coinquilini mi fermo al caseificio a comprare un po' di mozzarella e piangere tutte le mie lacrime mentre in fila al caseificio sentivo quel profumino inconfondibile e poi a casa mentre se la sbafavano con salumi vari di "contorno".


Io mi sono consolata con un pane fresco di forno, pomodorini e friarielli.



Sono stata sazia più a lungo del solito, soprattutto a pranzo dopo la vagonata di legumi, ma ora sto onorando le patatine fritte prime di andare a letto.

A domani!

31 marzo 2015

[7 giorni da... vegana] Giorno due: si migliora

Il secondo giorno decisamente meglio del primo.

A colazione un semplice pane con la marmellata,  a pranzo una passata di verdure come spesso la faccio anche in settimane "normali".
Poi a cena per la famiglia ho fatto una spadellata di peperoni con carne tritata e fagioli, bella piccante e papricosa. Per me uguale ma prima di aggiungere la carne ho "prelevato" la mia porzione e ci ho condito la pasta. Buono, ma con la carne questo piatto è molto meglio.



Ora sto guardando Italia's Got Talent e appena ho visto uno con una busta di Fonzies in mano mi è venuta una fame boia. Sgranocchio, vieni a me!

30 marzo 2015

[7 giorni da... vegana] Giorno uno: prime delusioni

La mia prima giornata è iniziata con un tremendo jet lag da ora legale, ma per fortuna mi consolo con un buon the accompagnato da qualche biscotto "chocolate chip" che ho preparato appositamente ieri, da una ricetta di Luca Montersino senza uova nè latticini, quindi perfettamente vegan.


La metto sul mio Facebook e qui apriti cielo. Un mio amico molto solerte mi fa notare che la lecitina di soia (in questa ricetta ne servono un paio di grammi) non è accettata dai vegani in quanto OGM. Vado a controllare l'etichetta e leggo "OGM FREE". Alleluja! E invece no... la ricetta chiede anche zucchero a velo che, mi fa notare sempre lui, viene raffinato con carbone animale, ovvero ossa di animali e quindi NON è vegan. Morale della favola: a colazione mi toccherà mangiare pane e marmellata per tutta la settimana, Ma... NO! Anche a questo devo fare attenzione, perché anche alcuni gelificanti della marmellata sono di origine animale. Ormai all'esasperazione ribadisco che userò marmellata fatta in casa SENZA gelificanti. E vediamo se a colazione riuscirò a mangiare qualcosa, oltre che the senza zucchero. Eh sì, perché anche lo zucchero raffinato è a rischio e... anche quello di canna!

A pranzo una semplice pastasciutta con un buon sugo di pomodoro ed erbette aromatiche. Qui non c'è dubbio che sia vegano, però mi prende una fame tale che vado di fetta di pane e scarpetta. Per cena faccio un pasto collaudato: involtini di verza. Per i miei coinquilini ricetta tradizionale con tanto formaggio, che trabocca appena inciso l'involtino...



Per me, utilizzando le verze e il ripieno di cui sopra, una sorta di timballo. Senza formaggio, senza burro. Giusto un filo di olio e un po' di pangrattato per la croccantezza.


Riesco a mangiarne neanche metà... poi inizia a tornarmi su e non ce la faccio ad andare avanti. Eppure era ben aromatizzato e condito, ma niente. Ho dovuto ripiegare su mezza fresella e delle melanzane sott'olio per avere un minimo di soddisfazione a cena.


...e mentre scrivo ho di nuovo fame.
Magari ora ci guardiamo un film durante il quale divorerò un kg di pop corn fatto in casa...

Spero che domani vada meglio.

29 marzo 2015

[7 giorni da... vegana] Giorno zero: prepariamoci

Domani sarà il "day 1". Come mi sia venuto in mente di fare una settimana da vegana neanche io lo so, però ormai sono in ballo... balliamo.
Ci tengo a precisare che lo faccio come esperienza personale e che non voglio prendere in giro nessuno.
Sarà una settimana da vegana "pura e semplice", quindi niente cotolette di soia o altre imitazioni della carne, seitan meno che mai.
La prendo anche come una sfida e, per male che vada, mi sarò divertita a inventare nuove ricette, questa volta senza prodotti di origine animale.
Sarà anche una settimana di riflessione. Per esempio, già oggi si parlava del non consumare prodotti di derivazione animale perché la "filosofia" vegana è contro lo sfruttamento degli animali. Quindi per estensione non si dovrebbero consumare neanche the, frutta, verdure ecc. prodotti sfruttando l'homo sapiens. Penso alle coltivazioni di the indiane, alle piantagioni di frutta esotica in Sud America e, per restare vicino a noi, la verdura raccolta dagli immigrati pagati 2 euro l'ora dal caporalato. Mi direte "compra solo frutta certificata, i prodotti <>, quella del contadino, il km zero". Beh, frutta e verdura che vengono dai campi dei paesi limitrofi dove questa gente ci lavora qua è la verdura a km zero, quella del contadino... impossibile distinguerla.
Ma lasciamo perdere queste disquisizioni... intanto oggi mi sono preparata dei biscotti "vegan" per evitare di fare tutti i giorni colazione con pane e marmellata...



...e abbiamo "festeggiato" l'ultimo giorno da onnivora (per i prossimi 7 giorni eh...!) con la prima grigliata dell'anno, come ogni anno a inizio primavera.
A domani con il "day 1".


6 gennaio 2015

Energia, riciclo e guadagno per tutti

Un privato decide di investire in energia elettrica (che rivende all'industria elettrica, l'equivalente della nostra ENEL). Installa un impianto di biomasse che nutre con gli scarti delle serre. Serre che producono, per esempio, pomodori. In questo caso un produttore locale che vende tonnellate di pomodori ai supermercati. A fine ciclo produttivo le piante vengono triturate e vendute al suddetto per la produzione di energia elettrica. Nel processo di triturazione il produttore di pomodori non solo guadagna sulle piantine secche triturate, ma rivende anche i fili di sostegno delle piantine a un'azienda che le rigenera e il terreno di coltivazione per meno esigenti giardini privati. Industrie in simbiosi, scarto pochissimo, altissimo riciclo e guadagno per tutti, ambiente compreso. Siamo in Germania. In Italia stiamo a guardare?

13 dicembre 2014

Il nuovo cioccolato Loacker



Ho avuto modo di provare la nuova gamma di prodotti Loacker che vede trasformato il wafer in tavoletta di cioccolato con all’interno un croccante cuore di cialda. Idea originale e gustosa, ma forse non proprio eccellente. Vediamo i dettagli.

Innanzitutto la confezione: si presenta come una normale barretta di cioccolato in involucro di plastica. Anche se è indicato il modo di apertura, che dovrebbe avvenire semplicemente a strappo, il sistema non sembra funzionare. Su 4 tavolette aperte solo una volta è andata a buon fine. Le altre volte il lembo si è staccato e ho dovuto usare le forbici. Nel caso del cioccolato bianco il contenuto è andato in briciole. Quindi il packaging è sicuramente da rivedere.

In tutte le varianti si sente bene la presenza di una cialda all’interno che riesce a restare croccante. Dovrebbe seguire una crema che mi aspettavo più morbida, in contrasto con un cioccolato esterno più fermo e croccante. Invece la consistenza della crema e del cioccolato esterno si equivalevano quasi. Ho provato le tavolette sia a temperatura ambiente che da frigorifero.

Per il momento sono disponibili 4 gusti. Vediamo il dettaglio.

Nella foto che segue i 4 gusti come si presentano all'interno. La crema è ben distinta dal cioccolato esterno, come anche il wafer che, tuttavia, mi pare troppo decentrato verso il basso e forse questo rende le barrette troppo "fragili".



White
È la barretta al cioccolato bianco ripieno di crema al latte. Per i miei gusti la meno gradevole. Il cioccolato bianco è troppo dolce e la crema al latte quasi non si sente. È talmente friabile che mi è risultato difficile staccare di netto un quadretto.

Milk
Qui il cioccolato è al latte e il ripieno è crema al latte. Abbastanza equilibrato e gradevole. Se ci fosse più crema al latte somiglierebbe a una barretta Kinder, ma non è questo il caso.

Cremkakao
Anche qui il cioccolato è al latte ma la crema è al cacao. Questa mi ha deluso, ma solo perché mi aspettavo un gusto di cioccolato più accentuato. In realtà la barretta risulta molto gradevole.

Dark-Noir
Qui siamo nel mio paradiso: il cioccolato fondente extra. La crema all’interno è sempre al cacao. Questa forse è la più equilibrata di tutte le versioni. L’amaro del fondente è ben bilanciato dalla crema al cacao. In questo modo la Dark-Noir risulta gradevole anche per coloro che non apprezzano molto il cioccolato fondente. Per me l’unica promossa a pieni voti.

Tutte le versioni “si sciolgono in bocca” favorendone un rapido consumo. Prima ancora di accorgersene la barretta è finita! Forse per la golosità, forse per la consistenza. Raccomanderei comunque di dosarla e riporre l’eccesso prima di iniziare a mangiarla perché è davvero come le ciliegie.

La vedrei bene proposta come snack in barrette più piccole, in multipack al supermercato e in versione a pezzo unico nei bar.

I ripieni proposti al momento sono estremamente classici. Tenendo conto di come si presenta il prodotto (si pensa alle montagne, al Tirolo) vedrei bene varianti più audaci, per esempio con un ripieno di frutti di bosco, quindi mirtillo, lampone, mirtillo rosso, ribes nero o rosso, fragolina di bosco. Gusti specifici e non i soliti “mix” con il gusto generico “frutti di bosco”. Vedrei molto bene proposte stagionali o annuali. Un po’ come fa l’Algida con il Magnum, per capirci. Insomma gusti “limited edition” in cui si può azzardare un po’ di tutto, dalle creme più tradizionali sia di frutta che di frutti secchi, fino a cose più esotiche e poco usate in Italia (penso a mango, wasabi e roba del genere).

Concludendo credo che siamo di fronte a un buon prodotto, perfezionabile sicuramente, ma già abbastanza valido. Il prezzo consigliato è di € 1,39 per una barretta di 87 g. Non ho avuto modo di verificare il comportamento dei rivenditori perché ancora non l’ho trovata nei negozi della mia zona. La qualità Loacker comunque c’è tutta e se decideranno di portare avanzi questo nuovo prodotto sono certa che sapranno rimediare alle piccole lacune attualmente presenti.